Insediamento della media-tarda Età del Bronzo a Fano (loc. Fornace alla foce dell'Arzilla) - Fano
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L'insediamento preistorico alla foce del T. Arzilla a Fano, oggetto di queste pagine, è noto da tempo, da quando demmo breve comunicazione del rinvenimento, nelle immediate vicinanze di Fano, di materiale archeologico risalente all'Età del Bronzo.

Torniamo ora sullo stesso argomento dato che la ricerca di superficie, che nel frattempo è proseguita, ha consentito di recuperare altro materiale in prevalenza ceramico, ma anche litico che non solo consente un miglior inquadramento del giacimento stesso nell'ambito della media-tarda Età del Bronzo, ma lascia supporre che il sito fosse abitato sia in epoca anteriore che posteriore a tale età.

L'insediamento è situato in prossimità della foce del Torrente Arzilla sulla estrema parte pianeggiante del terrazzo fluviale in riva destra, a 400 metri dal mare sul quale si eleva di circa 10 metri. Il terrazzo è il medesimo sul quale sorse, 800 metri a sud-ovest, Fanum Fortunae. Il sito, denominato "Fornace", sovrasta a ovest con ripida scarpata l'"Orto Muratori", mentre si protende, allungandosi a nord, verso il mare sul quale degrada dolcemente così come ad est.

In posizione elevata, al riparo da piene o mareggiate, con la possibilità di un agevole rifornimento idrico, esso doveva offrire in rapporto a tali fattori ambientali notevoli opportunità allo stanziamento di comunità preistoriche.

L'insediamento sembra essere costituito, come evidenzia anche la ripresa aerea, da più strutture abitative orientate est-ovest, disposte in allineamenti subparalleli indicati da fasce di terreno più scure mentre due macchie circolari sono dislocate più a nord lungo la scarpata che degrada verso il mare.

Gli indispensabili elementi per una puntuale valutazione dell'insediamento potranno essere fornirti soltanto da precisi dati di scavo. Le considerazioni che al momento è possibile trarre portano sostanzialmente a riconfermare una attribuzione dell'insediamento - nella fase della sua massima consistenza - all'Età del Bronzo media e recente (Cultura Appenninica e Subappenninica - sec. XVI-XII a.C.). A ciò conducono soprattutto le tecniche e le sintassi decorative della ceramica con la presenza di cordoni plastici, bande incise campite di punti o trattini, anse e prese tipiche di questa fase culturale dell'Età del Bronzo.

Ma a facies eneolitica sembra invece riferibile gran parte del complesso dei reperti litici vista la consistente presenza di manufatti tipici di tale orizzonte culturale rappresentati dall'ascia-martello forata, da certi tipi di cuspidi, dagli elementi di falcetto ecc., ai quali, del resto, sembra possibile associare anche taluni frammenti fittili quali per esempio quelli con decorazioni a scorrimento.

Non è improbabile, inoltre, che alcuni reperti ceramici e litici, che non vengono qui presi in esame - sia a causa della scarsa consistenza numerica che della insufficiente caratterizzazione tipologica - siano da attribuire ad un precedente orizzonte neolitico.

Dicevamo all'inizio come la felice conformazione geomorfologica del sito risulta particolarmente propizia all'insediamento. Vogliamo qui aggiungere come la scelta del luogo si mostri favorevole oltre che all'espletamento di attività economiche quali la pastorizia, l'allevamento, l'agricoltura, la pesca ecc., anche a stabilire relazioni di natura commerciale considerata la vicinanza della via litoranea che in prossimità dell'abitato attraversava con agevole guado il vicino torrente Arzilla. La foce di quest'ultimo doveva fornire poi ricovero, già da questa età, a piccole imbarcazioni. A tal proposito va rilevato come il sito ha restituito anche tracce di una frequentazione successiva all'Età del Bronzo. Si sono infatti raccolti pochi frammenti di ceramica a vernice nera che ci sembra vadano interpretati nel senso di una ulteriore riconferma dell'utilizzo della foce del torrente quale scalo di commercianti, in questo caso greci, fornitori dei villaggi piceni posti all'interno sulle colline prospicienti la valle percorsa dal torrente.

 

Autore: De Sanctis Luciano

Fonte: http://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/beni-storici-artistici/scheda/ 4548.html

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